Leggendo Die Zeit sul volo Verona-Monaco di Baviera

Sul volo Verona-Monaco di Baviera si possono avere i quotidiani in omaggio. Ne prendo uno italiano e uno tedesco. Sfoglio il primo: Air France abbandona Malpensa, l’aeroporto che non è mai diventato un hub. Lo stabilimento dove si producono gli autobus urbani italiani Irisbus annuncia che chiuderà le proprie attività. Nonostante il portafoglio ordini e un know how strategico, Ansaldo Sts e Breda stanno per essere vendute a General Electric. La Gazzetta dello sport è il quotidiano in assoluto più letto in Italia. Nelle pagine degli annunci di lavoro noto che il 90% delle inserzioni riguarda venditori, seppur si utilizzino varie denominazioni: agenti, responsabili punto vendita, consiglieri commerciali, addetti vendita, rivenditori, junior account.
Apro Die Zeit, il settimanale con più di cento pagine stampate sulla carta tipica dei quotidiani e in un formato anomalo extra large. È diviso in vari inserti: Wirtschaft (economia), Wissen (sapere), Kultur (cultura), Reisen (viaggi), Feuilleton (costume), Chancen (occasioni, prospettive), compreso un dorso patinato chiamato Zeit Magazin. Chancen, titolo emblematico, è dedicato al mondo delle professioni e della scuola con interi paginoni di annunci riservati ai professori: decine di università, dipartimenti di ricerca, istituti superiori di formazione, scuole specializzate cercano i profili più disparati, compreso un “junior professeur” di Kalam, filosofia islamica e mistica.
Il direttore del settimanale più letto in Germania è un italiano: Giovanni di Lorenzo. In un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais ha spiegato il segreto del successo del suo giornale: “Non ascoltare i consulenti, continuare a pubblicare articoli lunghi e spesso difficili, occuparsi di argomenti non necessariamente legati alla stretta attualità”.
Leggo che nel primo semestre del 2011 gli ordini di macchine utensili in Germania sono raddoppiati. Gli ordini per il mercato interno sono saliti del 72% e quelli per l’export dell’88%. Il volume complessivo ha ormai superato l’anno record del 2008.
L’ultimo volo dall’aeroporto di Monaco – un vero hub europeo da cui partire verso qualsiasi destinazione – per Verona è alle 21:30 di venerdì. Chiamato da Lufthansa “volo regionale” sembra fatto apposta per i pendolari italiani.
Magari un giorno sarà un “bus” che – dopo una settimana di lavoro a Monaco, almeno per i più bravi e fortunati – riporterà mio figlio a casa per il weekend, in un’Italia dove serviranno solo venditori di merce fabbricata altrove, un’Italia alla periferia dell'”impero” per il quale produrre conto terzi, a basso costo e alta specializzazione.

26 settembre 2011


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