MASSIMO FINI

Intellettuale ribelle e anticonformista, a lungo giornalista per vari quotidiani e settimanali (quasi 100 testate), anche come inviato, ha tenuto sull'”Europeo” per 11 anni la principale rubrica del giornale “Il Conformista”. Con l'”Indipendente” di Vittorio Feltri contribuisce come prima firma del giornale alla trionfale cavalcata dal quotidiano che passa, nel giro di un anno e mezzo, dalle 19 mila alle 120 mila copie, fatto unico nella storia del giornalismo italiano del dopo guerra. Attualmente lavora per Il “Fatto Quotidiano”, Il “Gazzettino” e dirige il mensile “La Voce del Ribelle” con la collaborazione di Valerio Lo Monaco. Ha partecipato alla rifondazione del “Borghese”, storico settimanale fondato da Leo Longanesi. Ha pubblicato: ‘La Ragione aveva Torto?’; ‘Elogio della guerra’; ‘Il Conformista’; ‘Nerone, 2000 anni di calunnie’; ‘Catilina, ritratto di un uomo in rivolta’; ‘Il denaro, “sterco del demonio”; “Dizionario erotico, manuale contro la donna a favore della femmina”, “Nietzsche, L’apolide dell’esistenza”, “Il vizio oscuro dell’Occidente”; “Sudditi”; “Il Ribelle dalla A alla Z”; “Ragazzo. Storia di una vecchiaia”; “Il dio Thot “; “Senz’anima”; “Il Mullah Omar”, biografia controcorrente del leader dei Talebani. È stato anche attore e autore dell’opera teatrale “Cyrano, se vi pare” per la regia di Eduardo Fiorillo. Al suo pensiero si ispira anche la pièce antimodernista “Cassandra” interpretata da Elisabetta Pozzi

 


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