Lucini: “sono pronto per un film drammatico”

Paolo Fossati, Giornale di Brescia 20 giugno 2018

Al lavoro. Lucini ha realizzato successi come «Tre metri sopra il cielo» Lucini: «Sono pronto per un film drammatico» Il regista si racconterà domani a Gussago per «Rinascimento culturale», al via oggi con Luca Mosca Cinema Paolo Fossati GUSSAGO. Prende il via questa sera a Gussago il Festival «Rinascimento culturale» (ingresso libero). Il primo appuntamento sarà alle 20.45 nella chiesa di San Lorenzo con il maestro Luca Mosca che parlerà de «La musica nel cinema di Eisenstein, Hi-tchcock e Kubrick». Domani, stesso luogo e stessa ora, interverrà il regista Luca Lucini, che abbiamo intervistato. «I video-karaoke sono stati la mia “palestra” per prepararmi al cinema, ancora prima della regia dei videoclip musicali – racconta -. Erano filmati a tema libero, perfetti per allenare la creatività e la tecnica, che servivano adillu-strare le canzoni nei video-Jukebox, spuntati negli anni’90 in tuttiibar. Rendevano SOOmila lire l’uno e per esercitarmi li giravo recuperando la pellicola scaduta nei magazzini delle agenzie pubblicitarie». Segreti svelati da Lucini, che anche grazie a queste radici ancorate al piacere della sperimentazione di linguaggi (dai video per Ligabue, Giorgia e Laura Pausini fino alla serie tv «The Comedians» con Claudio Bisio e FrankMatano, passando per una decina di film nelle sale) ha saputo reggere «Ora sto preparando una serie tv dedicata alla moda e al made in Italy» l’impatto di una vastanotorie-tà improvvisa, giunta nel 2004 con l’uscita del suo primo lungometraggio. Quel «Tre metri sopra il cielo» tratto dall’omonimo romanzo di Federico Moccia e adorato da schiere di adolescenti che avrebbe potuto diventare ero -ce e delizia di una carriera. E invece Lucini riuscì ad aprirsi ad un pubblico più eterogeneo, inanellando una brillante sequenza di commedie. Una carriera che ripercorrerà domani a Gussago. Lucini, archiviata l’esperienza di «The Comedians» tornerà alla tv? SI, sto preparando una serie di 8 puntate per Mediaset dedicate allamodae all’esplosione del fenomeno del «Made in Italy», che racconterà alcuni importanti stilisti italiani. Le riprese saranno tra Milano, New York e il Marocco. La sua filmografia svela un interesse nell’affrontare storie che indagano le relazioni umane, in particolare le coppie e le famiglie, ma anche una passione per i documentari… Per anni ho girato un film dopo l’altro, poi nel 2010 al termine de «La donna della mia vita» ho avuto bisogno di una pausa, per sperimentare. Da quel periodo di riflessione sono nati due documentari-evento, uno sul Teatro La Scala, l’altro dedicato a Leonardo da Vinci, distribuiti anche negli Stati Uniti. Grandi soddisfazioni, continuerò a percorrere entrambe le vie. Ha mai pensato a generi diversi dalla commedia? Mi sento pronto per affrontare un film drammatico, è un genere più rischioso per il mercato, madesidero spaziare con fantasia, romanticismo e intensità emotiva. Che consigli dà ai giovani che sognano di diventare registi? È fondamentale la squadra. Il nostro è un lavoro che può essere stressante, portarlo avanti da soli non aiuta a crescere e a risolvere i problemi. Il cinema è una professione d’equipe, bisogna condividere progetti e analizzare successi ed errori. //

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