Non sperate di liberarvi dei libri: e-book vs incunabolo

Umberto Eco paragona il libro alle grandi invenzioni che hanno fatto progredire lo sviluppo dell’umanità: il martello, la ruota, le forbici e il cucchiaio. Immodificabili perché perfette, destinate a durare per sempre nella loro forma originaria. Forse nessuno aveva pensato all’oggetto libro in questi termini: una definizione che insieme a un titolo ironico, “Non sperate di liberarvi dei libri”, ricompensa i bibliofili e chi crede nel valore pratico e concreto del libro, nel suo ruolo di ideale veicolo di trasmissione del sapere, per rimanere nel campo semantico della ruota, nonostante i progressi tecnologici lo minaccino da tempo.

L’occasione per parlarne con divertimento e una solo apparente informalità, è una conversazione-intervista – a cura dello scrittore e giornalista Jean Philippe de Tonnac – tra il nostro famoso semiologo e il francese Jean Claude Carriere, sceneggiatore dei film di Bunuel, ma anche di Ferreri, Bertolucci e Louis Malle, nonché regista, poeta, scrittore e naturalmente amante dei libri, collezionista come Eco di pezzi rari e introvabili.

Carriere privilegia libri sulla “betise” umana, sulla stupidità e l’idiozia tanto cara anche Flaubert, ma in fondo parte ineludibile di qualsiasi migliore intelligenza; Eco invece colleziona solo i libri che hanno a che fare con cose erronee o false. In fondo due argomenti della medesima area semantica. De Tonnac sembra l’arbitro perfetto per questo simpatico dialogo, lui che negli anni Sessanta ha curato con Guy Bechtel proprio il “Dictionnaire de la betise” e parte da domande provocatorie, falsamente ingenue che i due declinano con profonda sapienza sostenuta dalla ricchezza di numerosi aneddotti e citazioni. Una lettura sempre varia e piacevole, da cogliere a più riprese, tra una riflessione e l’altra sollecitata dall’arguzia dei due scrittori, dove ogni domanda e doppia risposta creano un mini capitolo e non costringono ad una fruizione unitaria.

La definizione migliore di questo testo è forse quella di “meta libro”: un libro che parla di altri libri e del libro in sé, della sua storia e del suo destino, del suo sopravvivere ai tempi di internet e dell’e-book, e che nel libro trova pretesti per raccontare anche la nostra storia, quella religiosa, culturale, artistica, sociale e economica, ma anche la cronaca di guerre, cambiamenti e rivoluzioni nonché la nostra evoluzione più illustre che ha nonostante tutto sempre il libro come segno, come passaggio. Per fortuna ci viene spontaneo aggiungere.

Jean Claude Carriere e Umberto Eco
Non sperate di liberarvi dei libri
Bompiani
Pagg. 271, Euro 18,00

7 dicembre 2010


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