Maigret e l’uomo solitario

Maigret e l’uomo solitario è ambientato a Parigi nel mese di Agosto. Dunque questo è il periodo ideale per leggere l’inchiesta del commissario uscita da poche settimane per la consueta Adelphi. Siamo a metà degli anni Sessanta però i temi sono ancora attuali perché riguardano l’uomo e non l’epoca. Grazie alle due costanti dello stile di Simenon, un vocabolario essenziale e un percorso progressivo di disvelamento, li scopriamo man mano che indaghiamo insieme a Maigret sull’omicidio di un barbone: ucciso con tre colpi di pistola nella stanza di un palazzo in rovina dove dormiva accatastando oggetti recuperati nelle discariche dei rifiuti. Ha le mani e i capelli inspiegabilmente molto curati: il primo indizio per ricostruire una vita misteriosa che, anzi, alla fine, risulterà ordinaria, simile a quella di tanti altri. Il primo interrogativo è quello più spontaneo: cosa e chi l’hanno portato a vivere in quel modo, perché dietro un clochard c’è sempre una storia drammatica, grottesca, spesso assurda. Ancora una volta la nostra.

Georges Simenon
Maigret e l’uomo solitario
Adelphi
Pagg. 156, Euro 10,00

22 agosto 2011


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