L’ultimo lettore di David Toscana

Forse “l’ultimo lettore” è quella figura mitica in via d’estinzione che sopravvive occultandosi in rari microclimi, colui che inseguono e vagheggiano le case editrici, o i presidî del libro; clandestino, con i suoi affiliati raggiungerebbe al massimo il numero di una setta marginale, pratica uno sport ormai “estremo” in una nazione di orgogliosi non lettori.

Ma soprattutto è qualcuno sensibile al linguaggio, capace di confondere vita e letteratura, anzi di moltiplicare la prima grazie alla seconda. Come Lucio, bibliotecario dello sperduto villaggio di Icamole, protagonista dell’ultimo libro – il primo tradotto in italiano – dell’ingegnere industriale messicano David Toscana, un romanzo pluri premiato nel suo paese, erede e rappresentante di punta della migliore tradizione sudamericana.

Dimenticato dal governo che da tempo non spedisce più libri né stipendio e gli ha chiesto di sigillare la biblioteca comunale, Lucio cita e racconta decine di libri: li ha censurati del tutto o in parte spennellando di miele le virgole e i punti inutili affinché siano divorati dagli scarafaggi, oppure li ha modificati lui stesso, deluso da minimi ma determinanti dettagli, compresi i Vangeli e la Bibbia che avrebbero bisogno di un lavoro redazionale: “Al principio Dio creò il cielo e la terra”. Perché spiegare che il principio è il principio? Lucio cancella le prime parole: Dio creò il cielo e la terra, e trova la frase perfetta. O le versioni dei Vangeli che narrano la morte di Gesù: è di Giovanni la migliore, dove Cristo dice e non grida: “È compiuto. E, chinato il capo, rese lo spirito”, una frase sobria e definitiva per accettare finalmente e davvero che tutto sia finito.

Quasi viene voglia di cercarli questi libri che si sovrappongono alla vita, che la rendono fantastica, pleonastica o più sopportabile. Ma è il desiderio vano, che fu anche del giovane Holden, di telefonare ai personaggi dei romanzi quando ci sembrano più veri dei nostri famigliari. Per questo Anamari, una meravigliosa tredicenne trovata morta in fondo al pozzo di Remigio, figlio di Lucio – un pozzo inspiegabilmente pieno d’acqua mentre in paese non piove da un anno – diventa Babette, la protagonista di un romanzo di Pierre Laffitte, occultata sotto le radici di un melo che perseguita l’assassino succhiando quella bellezza e replicandone ogni volta i lineamenti nei suoi frutti. Lucio consiglia al figlio di nasconderla sotto una pianta di avocado per renderla immortale come un libro, continuare a sovrapporre realtà e affabulazione, trasformare la madre che verrà invano a cercarla nella Rebeca di un altro romanzo, o continuare a scorgere la moglie Herlinda,  morta prematuramente, nelle protagoniste dei romanzi russi.  Del resto Lucio ha già peccato, alterando un testo sacro, aggiungendo un accento che mancava alla lettera d’amore trovata nella tasca del soldato Pedro Montes, caduto durante la battaglia leggendaria di Icamole del 1876, e conservata come una reliquia nella cappella San Gabriele Arcangelo, in un barattolo di pesche sciroppate.

David Toscana
L’ultimo lettore
Bookever Editori Riuniti
Pagg. 219
Euro 15,00

4 febbraio 2011


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