L’America e la sua capacità di reinventarsi. Sempre

Nell’America riponiamo a turno sogni e pregiudizi, le nostre conoscenze parziali. Un’incredibile estensione, una storia originale, la convivenza sorprendente di paradossi la sottraggono a definizioni e a dati certi. Eppure perfino là troviamo i nostri stessi problemi, a volte in anticipo rispetto al vecchio mondo, ma insieme anche la capacità di reinventarsi e di ricominciare. La crisi del 2008 non ha generato riforme radicali perché anche il liberal Obama crede nel mercato, tutta l’America crede nel mercato: sulle monete andrebbe cambiato il motto da “In God we trust” a “In Market we trust”. Lo stesso Presidente è stato eletto grazie ad una raccolta fondi ingente. Dopo l’”offshoring”, il trasferimento di industrie in Messico e in Cina dove la manodopera costava meno, ora si parla molto di “reshoring”, rientro di commesse nel manifatturiero. Se nel 2006 comprare in Cina significava un risparmio di almeno il 40%, oggi il cambio Dollaro-Renminbi, nonché l’aumento delle paghe e dell’inflazione in Cina, e la miglior qualità del “made in America” hanno reso conveniente far rientrare in patria molti prodotti. Un dirigente della fonderia dei motori marini fuoribordo Mercury Marine, nel Wisconsin, lamenta che nessun genitore manda più i figli alle scuole tecniche ed ora che, dopo i licenziamenti in massa, si torna ad assumere (nel suo caso + 47% in un anno) perché i baby boomers vanno in pensione e acquistano una barca, mancano le competenze: “hanno tutti studiato Arts (le discipline artistiche e letterarie), ma nessuno sa leggere un disegno, o capire come funziona una macchina utensile”. Da sempre in America si chiede la massima flessibilità: licenziati pochi mesi prima, pronti a rientrare quando serve, anche grazie ad una nuova istruzione e alla capacità di riqualificarsi. Si è scoperto che con le nuove tecnologie (fracking: fratturazione idraulica), si può estrarre dal sottosuolo lo “shale”, un idrocarburo intrappolato nelle rocce. L’America annuncia l’indipendenza energetica entro il 2016. Così è ripresa la bulimia consumistica, la crisi non ha aiutato a cambiare uno stile di vita dispendioso e le inefficenze: enormi piscine e vasche idromassaggio con acqua calda 24 ore al giorno negli alberghi, aria condizionata, auto di grossa cilindrata, luci sempre accese in metropoli globali che potrebbero diventare Città-Stato, con periferie dove rabbia e povertà covano rancore e degenerano nella follia omicidia e terrorista.

22 aprile 2013


Torna alla lista