La vicenda Strauss Kahn

Leggendo i dettagli della vicenda Strauss Kahn c’erano molti particolari che apparivano fin da subito strani.
Prima di analizzarli vorrei rivolgermi a chi viaggia spesso all’estero, per lavoro. Chi non ha fantasticato, almeno una volta, di fare una sveltina con una delle donne che la mattina riordinano le camere? Di sorprendere da dietro quella donna in divisa (e spesso di colore) che intravede in un’altra stanza? O di far entrare quella che bussa alla porta (perché ci svegliamo più tardi in attesa dell’aereo che abbiamo perso la sera prima)?
Secondo me quella fantasia ben nota agli uomini è rimasta in sottofondo, ha alimentato uno sguardo più avido e perverso sulla vicenda. Un sogno che diventa realtà è sempre affascinante.
Quando ho saputo che l’accusa era violenza sessuale, e in particolare che la cameriera era stata costretta ad un rapporto orale, ho però avuto i primi dubbi.
Per associazione ho ricordato alcune scene del film “Le ali della libertà” con Tim Robbins e Morgan Freeman.
Andy Dufresne, alias Tim Robbins, è ingiustamente recluso con l’accusa di duplice omicidio.
È vittima delle vessazioni dei compagni di carcere, uno in particolare vuole costringerlo ad un rapporto orale.
Andy gli dice: “Tutto quello che metti nella mia bocca lo perdi”.
Nessuno infatti è talmente pazzo da rischiare una parte così delicata all’interno di una cavità che, grazie alla mandibola e ai denti, può chiudere con una forza che reciderebbe anche un dito.
Tempo fa mia sorella ostetrica mi disse che la torsione manuale del testicolo provoca l’immediato svenimento.
Un antidoto contro eventuali aggressioni se la donna riesce ad avvicinarsi in qualche modo al testicolo.
Recentemente si è finalmente vista la cameriera: alta e di corporatura robusta, nonostante, per farla sembrare più bassa, nelle riprese TV le abbiano accostato una donna più alta.
A meno che non si disponesse di una pistola o di un coltello, era più difficile violentare una donna ben piazzata.
Ragionevoli dubbi che però quasi nessun media ha espresso.

Una lezione per capire il mondo della comunicazione.

28 luglio 2011


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