La ripresa

Purtroppo l’Italia è un derby calcistico perenne: lo ricorda Romagnoli su la Repubblica con un bell’articolo del 22 agosto. Siamo sempre faziosi, divisi, più contenti delle sconfitte altrui che delle nostre vittorie. “Schadenfreude” dicono in tedeschi: piacere provocato dalla sfortuna altrui. Nel calcio come in politica o in mille altri contesti.
Non mi voglio schierare da una parte o dall’altra. Provo a guardare da un punto di vista esterno, non coinvolto nei diversi fronti e gruppi di appartenenza.
Mi chiedo solo, ancora una volta, perché tutta questa attenzione morbosa verso l’eleggibilità o meno di Berlusconi. Mi sembra un pretesto per non parlare di altre emergenze, problemi, riforme, azioni, che sono oggi urgenti, improrogabili, necessarie. Ad esempio il 20 agosto tutti i telegionali hanno aperto l’edizione serale con il problema della “eventuale decadenza” di Berlusconi. Così si evita di parlare della “decadenza già in atto” da anni dell’intero Paese.
Il 24 agosto  il TG serale di La7, che mi sembra quello più equidistante, inserisce la notizia che nessuna regione italiana è tra le prime cento (cento!) In Europa per competitività, nemmeno la Lombardia che un tempo lo era, dopo i soliti servizi di politica, i commenti dei falchi e delle colombe. Verso la fine il giornalista conduttore parla di “Scontri sulle grandinate del Bentegodi, dopo la partita Verona-Milan”. Grandinate sì, di brutte notizie purtroppo.
Provo a raffigurare la decadenza italiana con un dipinto del pittore triestino Ugo Pierri.
L’ha intitolato “Ripresa”, un’altra delle parole magiche contemporanee molto diffuse, ennesimo diversivo per nascondere la verità.

8 settembre 2013


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