La fiera del casoncello: un case history di successo

La fiera del casoncello di Barbariga si tiene ogni anno a Barbariga (BS) presso l’oratorio, il campo sportivo e alcuni spazi comuni, solitamente nella terza settimana del mese di settembre.
Giunta alla ottava edizione è ormai uno degli appuntamenti più importanti delle numerose sagre e feste di paese del periodo estivo e autunnale nella provincia di Brescia.
L’idea risale ad alcuni anni fa, precisamente nel 2004 ed è stata la prima iniziativa della neo-eletta amministrazione comunale quando il Sindaco di Barbariga Marco Marchi condivise l’idea  con l’amico giornalista e creativo Alberto Albertini: l’intento fu fin da subito la valorizzazione di una risorsa locale poco conosciuta. Infatti, fino a quel momento, si identificavano i casoncelli con un’area dai confini indefiniti nella Bassa Bresciana, soprattutto perché negli anni settanta ed ottanta diverse trattorie di quella zona li cucinavano con una fama che si era diffusa in tutta la provincia. In realtà, l’unico vero laboratorio artigianale, con una produzione continuativa, era situato a Barbariga. L’amministrazione intuì che il casoncello poteva diventare una risorsa chiave nella valorizzazione del territorio e decise di ideare da zero una fiera dedicata a questo piatto così radicato nella tradizione culinaria, immediatamente identificabile con una zona tipica.Barbariga aveva già in calendario un consolidato appuntamento nel mese di giugno, quando tutto il paese festeggia da sempre San Vito, il patrono locale. Un’altra fiera a quel tempo sembrò dunque una scommessa avventata. In realtà la comunità contava su una risorsa tanto occulta quanto preziosa: una rete di volontari molto unita e capillare, struttura operativa per organizzare in modo efficiente e rapido eventi impegnativi. Fu proprio quella la base ideale per costruire la Fiera del casoncello nonostante il poco tempo a disposizione e i mezzi economici limitati: l’autofinziamento era infatti l’unica via percorribile e tutti si prodigarono per creare ex novo una fiera ancora più grande ed ambiziosa.

Ogni anno l’incasso, al netto delle spese, viene poi distribuito alla parrocchia, alle associazioni e onlus locali. Nel tempo la fiera ha permesso di finanziare i progetti dell’ associazionismo e volontariato, tra cui anche l’acquisto di vetture e mezzi speciali  per il trasporto di chi ha bisogno (in ospedale, in città, verso varie destinazioni per visite, esami medici, servizi di varia natura).

Anno dopo anno la fiera ha acquisito visibilità, il riconoscimento delle istituzioni e un’affluenza di pubblico sempre maggiore ed è diventata l’occasione per presentare le attività culturali, ricreative e sportive a cui la comunità lavora nei mesi precedenti. Nel 2005 è stata costituita la Pro Loco per la gestione degli eventi, tra cui appunto la Fiera del Casoncello, nonché delle attività culturali, come il premio letterario nazionale di scrittura essenziale “Brevis”, e la promozione del territorio.

Il casoncello ha ottenuto, grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla agricoltura della Provincia di Brescia, il riconoscimento De.c.o, la Denominazione Comunale d’Origine, un marchio di garanzia nato in seguito alla Legge n° 142 del 1990 che consente ai Comuni italiani di riconoscere e valorizzare le attività agroalimentari tradizionali.
È inoltre stata inserita a pieno titolo nel calendario  ufficiale delle fiere e sagre della Lombardia fin dalla seconda edizione del 2005.

Il 31 dicembre 2010 il TG1 della RAI ha intervistato il sindaco Marco Marchi dedicando un lungo servizio al “caso” Barbariga: la fiera, il casoncello Deco e la produzione dei casoncelli nei laboratori artigianali, rigorosamente e interamente fatti a mano.

Nell’ultima edizione della fiera sono state cucinate circa 10.000 porzioni di casoncelli (una dozzina e mezzo è considerata la porzione canonica), e 18.700 dozzine sono state vendute presso gli stand della fiera.
Ma l’impatto più significativo della fiera è stata la creazione di posti di lavoro, grazie alla nascita, dal 2004 – anno della prima edizione – ad oggi, di altri tre laboratori che impiegano a tempo pieno decine di donne riqualificatesi dopo il  progressivo ridimensionamento del mini distretto della maglieria che a Barbariga contava su alcune piccole unità produttive. Un’altra richiesta per un nuovo laboratorio è già stata depositata presso il Comune ed il procedimento di autorizzazione è in corso. I laboratori di casoncelli riforniscono oggi centinaia di famiglie, sagre, ristoranti e gastronomie, con un giro d’affari considerevole e continuativo.

Un piatto di casoncelli è anche il pasto ideale contemporaneo: prodotto artigianalmente, con ingredienti genuini, a km zero e un minimo impatto ambientale, in laboratori controllati e moderni, rispettosi di tutte le più severe normative. Nonché un piatto rapidissimo da cucinare, senza particolari abilità e attrezzature, leggero, completo a livello nutritivo, sano, un omaggio alla nostra migliore tradizione alimentare e oggi anche un caso di marketing, un esempio virtuoso di integrazione di risorse da imitare in altri comuni e province.

23 novembre 2011


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