Un incontro di Milan Kundera: il romanzo siamo noi

A chiarire gli argomenti e la natura dell’ultimo libro di Milan Kundera basterebbe l’epigrafe dell’autore: “…incontro delle mie riflessioni con i miei ricordi; dei miei vecchi temi (esistenziali ed estetici) con i miei vecchi amori (Rabelais, Janacek, Fellini, Malaparte).”

Dopo “Il sipario” del 2005 arriva infatti “Un incontro”, quasi un prosieguo del precedente a distanza di quattro anni, forse un unico testo da leggere insieme.

Alcuni sono articoli e contributi datati, ma ripresi o arricchiti negli ultimi tempi, altri sono inediti. Per tutti vale però la ricchezza della continua scoperta e illuminazione, come ci ha ormai abituato lo scrittore ceco.Oggi Kundera preferisce la critica letteraria: il termine suona riduttivo perché i suoi saggi partono spesso da un romanzo (che tra l’altro per lui è molto più di un genere, è piuttosto un essere vivente in continua evoluzione e trasformazione), ma si arricchiscono di considerazioni filosofiche e artistiche che toccano anche altre discipline, in particolare la musica e la pittura, e riescono ad abbracciare periodi molto ampi, trovando ogni volta riferimenti e collegamenti ad altri scrittori, al contemporaneo e soprattutto alla vita, a tutti noi.

Il desiderio che ha raggiunto il limite perché ad esso non si oppone più nessuno, tutto è permesso, non esiste un “oltre”; l’esibizione che nuoce agli uomini che sono, sempre e nonostante tutto, “in scena”, compresa la morte vissuta “come un gran finale a teatro”; l’europeo che non guarda più il cielo, non sa più la forma della luna quando arriva e quando se ne va: partendo da trame biografiche e letterarie, da episodi di cronaca, da ricordi e letture, si coglie nel profondo il nostro tempo, anche se lo spunto parte da un romanzo di Rabelais, Marquez, Dostoevskij o Celine, un quadro di Bacon o una musica di Janacek.

Da segnalare l’omaggio a Fellini e soprattutto a Malaparte il cui “La pelle” è definito addirittura “un arciromanzo”. Ci voleva un lettore acuto e straniero per riscoprire l’attualità e il valore di un romanzo italiano troppo presto dimenticato.

Così, dopo aver scritto alcuni romanzi esemplari che lo inseriscono a pieno titolo nella migliore tradizione, sembra che Kundera preferisca analizzare i testi che più l’hanno colpito e formato, che voglia confrontarsi con i suoi maestri, diventati nel frattempo colleghi aggiungiamo noi: contemporaneamente un’occasione preziosa per farci comprendere la storia, personale e collettiva, le contraddizioni tipicamente umane, la difficoltà dell’esistenza attraverso il passaggio obbligato della letteratura.

Perché secondo lui solo il romanzo può chiarire l’enigma dell’età, perché “comprendere l’altro significa comprendere l’età che sta attraversando”. Un aforisma che da solo vale l’intera lettura.

Milan Kundera
Un incontro
Adelphi, pagg. 186
Euro 17,00

25 luglio 2009


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