Il cuore come una lastra leggera: una poesia di Aldo Cibaldi

Che lastra lizimbrina

Che bicerì de niènt le mé zornàde:
ghè biösca ön nòm, le zamò pié e ‘l streàca.

Che stória mai la calma del mé lac:
öna sofiàda e l’-è töt zèp de ondàde.

Quanti carècc de réf la resta ‘ndré
sté giostra de speranze che sé s.cèpa;

chè lastra lizimbirna l’è ‘l mé cör:
dìga ‘na góga chè ghè fi öna crèpa.

Che lastra leggera

Che bicchierino di niente le mie giornate:
gli casca un nome, è già pieno e tracima.

Che storia è mai la calma del mio lago:
una soffiata ed è tutto pieno di ondate.

Quanti carretti di filo resta indietro
questa giostra di speranze che si spacca;

che lastra leggera è il mio cuore:
dategli un buffetto che gli fate una crepa.

Aldo Cibaldi (1914-1995)
Traduzione di Alberto Albertini

1 febbraio 2011


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