Il buon esempio di Joseph Ratzinger

Confesso che non avevo mai trovato particolarmente simpatico Joseph Ratzinger. Per molte ragioni, soprattutto quelle incomprensibili e irrazionali, spesso ingiustificate. In generale mi sembrava che la sua formazione rigorosa e teologica condizionasse il rinnovamento della Chiesa, il suo “essere nel mondo” come direbbe Heidegger; condizionasse la necessità di un’istituzione appunto così radicata nel mondo, di interpretare il contemporaneo e il cambiamento.

Il suo gesto di pochi giorni fa lo ha reso ai miei occhi un “uomo vero” in un tempo dove gli uomini veri, quelli che per Sciascia stavano al vertice di una scala che includeva vari gradi, sono davvero pochissimi. Oggi nessuno è disposto a lasciare il proprio incarico con i relativi onori e privilegi, anche quando sbaglia, anche quando l’età lo rende inadeguato. Oggi manca l’etica, e dunque la coerenza, il rispetto di alcuni valori fondamentali, il coraggio soprattutto, anche quello di dire “no”, oppure “non ci riesco”, “non capisco”, “non ne sono capace”.
La dietrologia italiana, le chiacchere da bar che ho raccolto subito dopo il discorso del Papa dicevano: “sì ma chissà cosa c’è sotto…vedrai che tra alcuni giorni/settimane/mesi uscirà uno scandalo e capiremo perché lui si è fatto da parte”. Il commento migliore l’ha scritto secondo me Giovanni De Mauro, nel suo mini editoriale sulla rivista Internazionale: “Va apprezzato quindi il suo gesto: lasciare il potere spontaneamente, non restare avvinghiato alla poltrona, rinunciare ai privilegi e ritirarsi. Per una volta, invece di chiederci cosa c’è sotto, potremmo guardare cosa c’è sopra”. In quel ruolo così prestigioso, così unico nel mondo, chiunque si sentirebbe legittimato, giustificato, scusato, con l’”endorsement”, parola molto di moda oggi, necessario per andare avanti comunque, a dispetto dei fallimenti, della stanchezza, della inadeguatezza. Ci vuole onestà e coraggio per scendere, per fermarsi, per dimettersi, per riconoscere i propri limiti.
In un tempo avaro di modelli, di figure carismatiche, di padri, conforta che abbia dato “il buon esempio” proprio colui che più di ogni altro doveva darne.

21 febbraio 2013


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