Onorare i pagamenti alla scadenza, in Italia diventa sempre più un’utopia

Nell’ultima riunione dell’associazione Amafond, Costruttori e fornitori di macchinari e prodotti per la fonderia, un imprenditore di Lecco ha chiesto al Presidente AIB Marco Bonometti se non fosse giunta l’ora di imporre un codice etico a tutti gli associati di Confindustria, mettendo come priorità il rispetto dei pagamenti.
Quello che in molti Paesi è sacro, il pagamento alla scadenza concordata, in Italia è diventato ormai una rarità: molti approfittano del concetto di “crisi” (parola passepartout), per non onorare gli accordi, per farsi finanziare dai propri fornitori, creando circoli viziosi di dipendenza e di ricatto. Una recente ricerca di Euler Hermes, primo gruppo mondiale dell’assicurazione crediti del gruppo Allianz che nel 2013 ha coperto transazioni commerciali per un totale di 789 miliardi di euro, ha monitorato i mancati pagamenti delle imprese italiane nel 2013, con un particolare focus sulla Regione Lombardia. in Italia, dal periodo pre-crisi a dicembre 2013, i livelli medi dei debiti non onorati sono cresciuti del 78%. Il comparto più colpito è quello della Siderurgia dove sono cresciuti del 22% gli importi medi. Bergamo e Lodi soffrono di più nel comparto meccanico, Brescia in quello agricolo, Milano per i servizi e l’editoria, Pavia nell’energetico e nei trasporti.
Anche all’estero però hanno imparato a pagare in ritardo gli italiani, soprattutto nelle costruzioni (dai materiali edili alle piastrelle), e nell’automotive (ricambi e componentistica, e in particolare nell’Europa dell’Est). Euler Hermes analizza anche lo scenario economico lombardo dove resistono le eccellenze della moda in Brianza, le macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo, la meccanica strumentale nel bresciano, il riso di Pavia, il calzaturiero-abbigliamento della Bassa Bresciana. I vini e i formaggi lombardi vanno a gonfie vele in nord Europa e negli Stati Uniti. Seppur in costante flessione, il PIL della Lombardia è ancora il decimo in Europa. Colpisce però che tale analisi sia stata fatta da un gruppo tedesco e non dall’omologo italiano.
In Italia manca una sensibilizzazione collettiva sui pagamenti, anche perché la Pubblica Amministrazione è la prima ad essere in difetto: nonostante la direttiva europea preveda che le transazioni commerciali vengano saldate entro un massimo di 30 giorni, la Pubblica Amministrazione ci mette in media 222 giorni, con punte fino a 1.000 giorni, per pagare i propri debitori.

Lettera dall’industria, pubblicata a pag. 52 del Giornale di Brescia del 23 Aprile

22 aprile 2014


Torna alla lista
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.