Ho sposato un estraneo

Dopo “le confessioni di Max Tivoli” esce l’ultimo libro di Andrew Sean Greer, il tipico romanzo del quale è vietato rivelare in anticipo la trama perché si regge su una serie di sorprese, di rivelazioni delicate che sono antitetiche ai colpi di scena inseguiti forzatamente dalla letteratura contemporanea, che sono opposte allo sbigottimento dell’orrore gratuito, anche perché inducono a riflettere, a rileggere i passi precedenti con maggiore attenzione e insieme rivedere certi pregiudizi.Entrambi i lavori di Greer, figlio di due scienziati, sono stati accolti favorevolmente dalla critica statunitense, vincendo tra l’altro numerosi premi letterari, e dai lettori mondiali, ma quest’ultimo sembra molto più convincente.

“Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo. Nostro marito, nostra moglie. (…) Ma ciò che amiamo si rivela una traduzione scadente di una lingua che conosciamo appena. Risalire all’originale è impossibile. E pur vedendo tutto quello che c’era da vedere, che cosa abbiamo capito?”. E’ l’incipit di “Storia di un matrimonio”, titolo indovinato, perché verrebbe da aggiungere “di un matrimonio qualsiasi”, come tanti, come crediamo di capire con qualche frequentazione, pezzi di dialogo, e l’aiuto dei soliti clichè.

Lo sfondo è un’America appena uscita dalla guerra, impegnata in nuovi conflitti, interni ed esterni, nonché nella costruzione di una democrazia, di un riconoscimento dei diritti e di una di identità trasversale alle razze, alle classi sociali, alle persone, ognuna con i propri desideri e sogni. Sembra di vedere i quadri di Edward Hopper o di Jack Vettriano, di leggere nel profondo, dietro le quinte un periodo difficile che negli ultimi decenni ci aveva raccontato la stampa, oppure il cinema, ma raramente la letteratura.

La voce narrante è quella lucida e comunque serena di Pearlie Cook, una donna, una moglie che racconta a posteriori alcuni mesi cruciali del suo matrimonio con il bellissimo Holland. La sua confessione è imprevedibile e smonta le nostre deduzioni, ciò che passo dopo passo credevamo di aver intuito.

E mentre Pearlie cerca per una vita di decifrare il marito viene riscattata nelle ultime pagine, nello sguardo sbalordito di Holland quando anche lui capisce, e noi con lui, che pure sua moglie è “il mistero più grande, l’insondabile Pearlie Cook”. Anche lui infatti studiava chi aveva accanto e si interrogava quotidianamente, con passione e impegno. Purtroppo sbagliandosi, perché, come del resto accade soprattutto tra le persone più vicine e intime, si parla pochissimo, e ancor meno si confessano paure, desideri e dubbi, preferendo nascondersi tra le proprie egoistiche convinzioni.

Andrew Sean Greer
La storia di un matrimonio
Adelphi
18,00 Euro
Pagg. 224

24 luglio 2009


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