Etimologia delle passioni di Ivonne Bordelois

La famosa domanda platonica “Ti esti?”, “Che cosa è?”, ad esempio cosa è il bello, cosa è il buono, ecc., faceva da base al metodo socratico eidetico.
Nietzsche la ribalta, chiedendosi invece qual è la simbolica sottesa, come sono venute al mondo le cose, che storia hanno avuto;  non fissa il loro significato nella essenza, ma nella storia.
E quello che in fondo fa anche Ivonne Bordelois, linguista e allieva di Noam Chomsky al prestigioso M.I.T., nel suo saggio “Etimologia delle passioni”, avvincente come un romanzo perché dopo poche pagine l’autrice sembra un detective, le parole persone vive e le loro vicende saghe di famiglie in perenne movimento. Le etnie, le lingue e le nazioni si confondono perché, come diceva Emil Cioran, si abita una lingua e non un paese…Infatti si può letteralmente leggere l’evoluzione dell’uomo e della società, nonché scoprire una progenitrice universale del linguaggio, in primis corporale e sensoriale, proprio nell’etimologia delle parole più vicine alle emozioni, al sistema limbico del cervello – inalterato dalla preistoria – e osservando con attenzione le loro “strutture vestigiali” sopravvissute (come il coccige lo è di una coda), le estinzioni, le mutazioni e gli incroci attraverso i secoli.

Dunque non stupisca se in Messico, tra le classi più povere, ci si apostrofa amichevolmente con “gnero” e a Brescia con “gnaro”, perché probabilmente condividono un trisavolo. Amore invece è “figlio” di mamma, femminile di felicità, adolescenza di fuoco, in una “selva di metafore che ha nell’onomatopea una risorsa creativa fondamentale”, come scrive la Bordelois, e dove la fisicità dell’uomo è la fonte inesauribile delle accezioni e delle definizioni (non a caso “senso” è un sinonimo di “significato”).

Le passioni oscillano tra una valore sacro che le esalta, ad esempio nell’antica Grecia, e uno avvilente che, fin dallo gnosticismo, cerca invece di moderarle se non neutralizzarle: l’ira, passione paradigma del mondo classico, è stata sostituita dall’amore, ma il potere e la violenza continuano purtroppo a distinguerci.

Al riguardo è molto interessante, seppur troppo breve, la provocatoria analisi finale del mondo economico contemporaneo che su lucro e denaro ha convertito molte passioni, addirittura trasfigurandone il significato: l’amore e ira sono oggi sesso e violenza, l’avarizia e l’avidità sono diventati i motori del progresso mentre l’ambizione lo è della crescita personale; la cupidigia è il desiderio di miglioramento economico, l’aggressività è competizione e maggiore rendimento professionale.

Una lezione e un avvertimento sulla manipolazione del linguaggio che pretende di cambiare in poche settimane ciò che ha impiegato millenni.

Ivonne Bordelois
Etimologia delle passioni
Apogeo
Euro 13,00, Pagg. 129

17 agosto 2011


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