Daniela Marcheschi e Giuseppe Pontiggia: il confronto critico di una vita

Dobbiamo essere grati a Daniela Marcheschi che ha seguito Giuseppe Pontiggia per ben venticinque anni, ogni volta evidenziando il suo talento straordinario. E lo ha fatto in tempi non sospetti, quando lo scrittore ancora stentava a trovare un consenso di critica e di pubblico che di solito sono postumi quando si tratta di riconoscere un valore.

La lettura de “Il giocatore invisibile” fu per lei una svolta come critico e lettore, un incontro con un autore che le parve immediatamente fondamentale, e con il quale iniziò un’amicizia, oltre che uno scambio importante che si rinnovava e alimentava quotidianamente.

Molti si sono occupati della scrittura di Pontiggia solo sporadicamente, episodicamente all’uscita di un libro, senza approfondire il suo difficile percorso verso una poetica e un’etica letteraria. Lo stesso Pontiggia ricordò quanto fu per lui determinante il confronto continuativo con un critico che lo seguiva fin dagli anni Settanta, perché lo aiutò a mantenere un riferimento, a costruire un progetto nel tempo, evitando derive e attenuando lo sconforto di molti scontri ed incomprensioni.

Dunque piuttosto che parlare dei libri di Pontiggia – che ormai non hanno bisogno di ulteriori rafforzativi – stavolta preferiamo soffermarci sul lavoro della Marcheschi.

La sua introduzione al Meridiano delle opere di Pontiggia è ammirevole e, seppur giunga dopo i numerosi contributi degli ultimi anni (dalle introduzioni dei romanzi agli articoli, anche all’estero, fino ai numerosi saggi autonomi), rappresenta una summa totalmente nuova che aggiunge altre intuizioni, quasi che la pressione di una sintesi e un omaggio al maestro abbia generato un valore aggiunto e d’invenzione (nel senso latino di scoperta, tanto caro a Pontiggia), simile a quello che lo scrittore otteneva con un lavoro rigoroso sullo stile e le immancabili letture dei classici, entrambi spunto ed esempio per riflessioni geniali e conquiste intellettuali.

Ma anche la cronologia, la bibliografia e le notizie sui testi non sono un semplice elenco di dati e registrazioni, quanto l’intersecarsi di aneddoti, curiosità e ricordi tutti di prima mano (e soprattutto rilevanti per una maggiore comprensione e per un’ulteriore valorizzazione di Pontiggia), nonché micro saggi che si alternano armonicamente alla cronaca diventando una sorta di racconto, di libro aggiunto, parallelo a quelli di Pontiggia.

Finalmente ora sapremo cosa rispondere alla fatidica domanda: “Un libro da portare sull’isola deserta?”

Giuseppe Pontiggia
“Opere”
A cura e con un saggio di Daniela Marcheschi
Meridiano Mondadori
Pagg 1971
49 Euro

3 febbraio 2011


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