Con la Concordia naufraga anche l’ultimo sogno italiano

Una neolaureata bresciana presenta all’Arbeitsamt, l’ufficio di collocamento tedesco, la propria laurea in lingue. Le contestano che non è scritta in tedesco, tantomeno in inglese. Si difende dicendo che siamo in Europa, che la laurea italiana vale nei vari stati membri. Seccati le rispondono: “Qui siamo in Germania, non in Europa”. La ragazza ha ragione ma noi potremmo tradurre i nostri documenti ufficiali per renderli internazionali.  Pieni di debiti, inefficienze e problemi  in Europa siamo ancelle non regine: da noi ci si aspetta umiltà e la nostra pigrizia è mal vista. Anche loro hanno ragione:  vengono volentieri in Italia per le vacanze, comprano i nostri prodotti con grande soddisfazione, ma non servono grandi analisi per capire che in Germania si sta meglio che altrove, tanto da rivendicare un legittimo senso di superiorità. Basta partire da Malpensa e atterrare a Monaco. Tra l’altro stanno meglio tutti, l’uomo comune, medio. In Italia invece si vive meglio se si hanno grandi disponibilità economiche che sopperiscano alle mancanze delle istituzioni pubbliche. Per gli stessi motivi, mentre gli stati europei  vengono progressivamente declassati dalle agenzie di rating, Angela Merkel commenta impassibile che la cosa non la stupisce. Anche se deve affrontare il crac di Commerzbank, la seconda banca tedesca, può permettersi una certa presunzione. I giornali scrivono: “Die Deutschen gegen die anderen”:  i tedeschi contro gli altri. Perché mentre noi parliamo di austerità, crisi e ridimensionamenti, loro hanno il record assoluto di persone con un lavoro, oppure le case automobilistiche tedesche stanno conoscendo uno sviluppo senza precedenti.
Ne sanno qualcosa  le aziende bresciane che beneficiano di questo sorprendente boom industriale: alla recente fiera Euroguss di Norimberga, la fiera della fonderia delle leghe leggere (alluminio e magnesio) erano numerosi gli espositori  della nostra provincia. Infatti Volkswagen sorpassa GM e Toyota, BMW ha raggiunto un ennesimo record di vendite ed è leader mondiale nel segmento premium; con un nuovo stabilimento a Foshan in Cina Audi rafforza la joint venture con FAW, First Automobile Works.  La crisi non impedisce, se si hanno le possibilità, di desiderare e acquistare un’auto tedesca: il Q5 è il SUV più venduto in Italia. E Fiat? Un manager bresciano del gruppo commenta sarcastico: “abbiamo messo lo scudetto Lancia sopra il Voyager  e la 300 di Chrysler, oppure quello di Fiat sulla Dodge Journey”.  Peugeot, Citroen e Renault s’ingegnano inventando vetture più economiche, dai consumi ridotti, funzionali e belle esteticamente: il Duster Dacia è il SUV più venduto in Francia e in Italia ha superato la Sedici, la C4 piace nel prezzo e nelle forme. Il settimanale die Zeit dedica la copertina all’Italia: la nave Costa Concordia è sul fianco, come una balena spiaggiata. Il titolo: “Ein Traum versinkt”. Un sogno affondato, ma un altro significato è anche “caduto in miseria”. Ci mancava solo di togliere ai tedeschi l’ultimo e indistruttibile sogno italiano: quello delle vacanze.

27 gennaio 2012


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