Chiude l’ICE e l’export italiano cala

In questi giorni molte aziende hanno ricevuto un comunicato stampa “necrologio” che annunciava la chiusura dell’ICE: l’Istituto per il Commercio con l’Estero. Nelle scorse settimane ICE aveva chiesto alle aziende di spedire una lettera al ministro per evitare la chiusura stabilita dal decreto legge n. 98, uno dei tanti inclusi nella recente manovra del ministro Tremonti. “Vergogna!” scrivono a caratteri cubitali i dipendenti, “ancora in lutto”, dell’ICE: “perché questo governo è stato capace di chiudere l’unico ente pubblico nazionale in grado di offrire un sostegno concreto alle aziende impegnate nell’internazionalizzazione”. In effetti anni fa il direttore dell’Ice locale faceva capolino più che altro durante le fiere nelle varie capitali del mondo, per salutare gli espositori italiani e invitarli alla cena serale con l’ambasciatore.
Poi molto è cambiato: missioni commerciali, incontri mirati, spazi collettivi nelle fiere, convegni, indagini di mercato, supporto in loco.  Negli ultimi quindici anni le aziende italiane hanno trovato nell’ICE un aiuto concreto. Soprattutto la formula dello “spazio collettivo Italia”, anche insieme ad Ucimu, Amafond e le varie associazioni di categoria, permetteva di ottenere tariffe convenzionate e un’area dove distinguersi tra le numerose aziende espositrici di una fiera. L’ICE opzionava un’area con l’ente fieristico a un costo inferiore, offrendo formule tutto incluso, compreso l’allestimento e i vari servizi tecnici e organizzativi.

L’Italia manifatturiera dipende dall’export. Il 15% dell’export totale è rappresentato da macchinari. Più del 30% è made in Lombardia. Quasi il 4% è made in Brescia. Negli ultimi quattro anni il fatturato dell’Italia nell’export mondiale è però sceso dal settimo all’undicesimo posto. Un arretramento che dovrebbe preoccupare tutti, soprattutto promuovere nuove iniziative piuttosto che chiudere le esistenti.

A Brescia c’è un piccolo consorzio che replica a livello locale la formula Ice: Brescia Export. Domiciliato nel CSMT di fronte all’Università di Ingegneria, organizza fiere, missioni commerciali, ricerca di controparti, offre formazione e consulenza. Nel 2010 ha partecipato a 19 fiere e ha organizzato 12 missioni all’estero. Anche grazie ai contributi della Regione Lombardia mette a disposizione servizi a prezzi contenuti. Alle missioni commerciali si può partecipare personalmente, oppure delegare Brescia Export ad una selezione grezza di agenti e clienti, per valutare quali sono davvero interessanti e degni di un seguito. Soprattutto chi si affaccia per la prima volta ai mercati esteri può ricevere valutazioni e analisi, e partecipa a fiere specializzate venendo guidato dal consorzio in ogni dettaglio organizzativo, dalla prenotazione degli spazi all’organizzazione del viaggio.

10 agosto 2011


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