L’alfabeto della letteratura

“Alfabeti” è il titolo della raccolta degli articoli pubblicati da Claudio Magris su varie riviste e quotidiani, in primis il Corriere delle sera, nonché di alcune prefazioni, introduzioni e discorsi, ad esempio quelli che lo scrittore triestino ha tenuto in occasione di premi e conferenze.

Sono scritti in tempi diversi ma si scorge facilmente la nota tenuta della poetica di Magris, da sempre legato alla Mitteleuropea, una regione dai confini mobili più letteraria che reale, dove si intersecano varie lingue, culture e tradizioni. Anche i suoi abitanti elettivi sono mutevoli, a volte ingiustamente marginali, e Magris cerca di dar loro una voce, di spiegare perché non devono rimanere nella periferia della cultura e della letteratura. Sono infatti importanti testimoni della libertà di espressione, dell’olocausto, di eccidi e persecuzioni. Insieme a loro altri autori poco conosciuti ma non per questo meno interessanti, anche grazie alla capacità “rabdomantica” di Magris, ai suoi percorsi di lettura e commento spesso originali e imprevedibili, che includono comunque studi approfonditi sui cosiddetti “big” come Defoe, Kipling, Borges, Conrad, Schiller e tanti altri.

Il libro è insieme saggio, libro di testo, romanzo, itinerario a sorpresa di letture e suggestioni che a loro volta “provocano” altre letture, quasi per contagio, per plagio, come sanno fare i migliori maestri; dove ogni articolo o intervento è concluso e può essere letto autonomamente, ma si può anche proseguire in una coerenza stilistica e tematica, con una guida che ricorda il Virgilio dantesco: Magris è infatti come un padre elettivo che si affianca ai classici che omaggia.

Ancora una volta, attraverso la mediazione di un acuto “lettore”, l’attualità eterna della migliore letteratura ci aiuta a capire la vita, la nostra storia, il presente, in quel conflitto hegeliano tra la poesia del cuore e la prosa della realtà, tra la necessità di trovare un senso superiore e l’ingranaggio sociale, tra il proprio daimon individuale e i doveri esterni.

Il Nosce te ipsum rimane ancora attuale mentre la vita ci distrae e incalza bombardandoci di stimoli e messaggi. La domanda di Rilke a Lou Andreas Salomé nel 1922: “Quando è il presente?” riguarda tutti noi ancora oggi; quando termina l’attesa, quando si vive davvero e non sempre “fra” e “intanto”. Naturalmente, da grande scrittore quale è, per Magris anche lo scrivere, dopo la lettura, diventa un potente antidoto: è infatti una sorta di “senilità” sveviana, la difesa dell’”inetto consapevole”, ci lascia fuori dal gioco per osservare con maggior lucidità e la giusta distanza, soprattutto se accompagnato da una buona dose di ironia.

Claudio Magris
Alfabeti. Saggi di letteratura
Garzanti, pagg. 490
Euro 19,60

15 luglio 2009


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